mercoledì 15 febbraio 2017

7 (buone) ragioni per masticare bene

Sembra un’epidemia, sempre più tachifagi individuo tra le persone che richiedono la mia consulenza. Non è necessario domandare “Mangi velocemente?”. La pessima abitudine di masticare poco il cibo, infatti, lascia un segno ben visibile. E, come diceva Lowen, non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo.

MASTICARE A LUNGO è FONDAMENTALE. Ecco sette buoni motivi per farlo: 
  1. Agevola la digestione. Una buona masticazione è necessaria per la trasformazione dei carboidrati. I cereali, a maggior ragione se integrali, vanno masticati bene. La loro digestione inizia in bocca ad opera della ptialina contenuta nella saliva, senza un’adeguata masticazione fermentano invece a livello del colon e del cieco favorendo la crescita di una flora intestinale patogena. Inutile pretendere di avere la pancia piatta se non si mastica lentamente e con cura ogni boccone.
  2.  Migliora l’assimilazione delle sostanze. L’insalivazione equilibra il livello idrico del cibo e ciò lo rende meglio trasformabile.
  3.  Rinforza denti, gengive, mandibola e mascella. È importante per gli adulti e soprattutto per i più piccini che, in virtù di “questa ginnastica”, riescono anche ad articolare meglio le parole.
  4.  Sostiene l’attività del sistema immunitario. Secondo un recente studio statunitense della University and National Institutes of Healthun che è stato pubblicato sulla rivista Immunity, quando mastichiamo stimoliamo un tipo specifico di cellule immunitarie, i linfociti Th17, che aiutano a proteggerci da infezioni di funghi e batteri.
  5. Permette di limitare i condimenti. Questo è possibile perché, mentre mangiamo, ogni atto masticatorio migliora la sensibilità verso i sapori più delicati. Si può dire che a forza di masticare aumenta il sapore dei cibi.
  6. Evita di mangiare troppo. Un’adeguata masticazione aiuta a regolare la quantità di cibo introdotta. Ai primi contatti con le sostanze nutritizie le papille gustative che abbiamo sulla lingua inviano dei segnali al cervello che, dopo circa venti minuti, comincia a far avvertire un senso di sazietà.  Ovviamente se divori un pasto in 5 minuti continuerai a mangiare oltre il necessario per il restante tempo e alla fine ne risentirà anche la tua linea.
  7. Ha un’azione benefica su mente e corpo. Quando mangi innanzitutto siediti a tavola ed evita distrazioni come la televisione o la lettura. Dedica tutta la tua attenzione al pasto, mastica lentamente, assaporando ogni boccone. Migliorando la digestione avrai maggiore lucidità e presenza  per tutto il giorno. Guadagnerai presto anche in termini di energia riuscendo a fronteggiare meglio stress e stanchezza.
Cosa si intende per “masticare bene”?
Nella medicina tradizionale cinese si parla di 30 atti masticatori per ogni boccone per non ammalarsi, un celebre medico orientale consiglia addirittura di arrivare a 100 quando si vuole guarire.
Può sembrare una follia a chi di norma è abituato a masticare 2-3 volte ogni boccone, quando va bene 5-6. Eppure un’adeguata masticazione può fare la differenza tra la salute e la malattia.

Un buon esercizio per imparare a masticare è quello di appoggiare la posata (che non a caso si chiama così!) mentre mastichi. Non avere fretta di riprenderla se prima non hai terminato di ridurre in poltiglia finissima e poi ingoiato il boccone.
Ti suggerisco anche di contare nella tua testa quanto mastichi. Questo permette di aumentare la tua consapevolezza e di intervenire ogni volta per masticare un po’ di più rispetto a quella precedente.

All’inizio non sarà per niente facile, ma provaci. Gradualmente ti abituerai e poi, quando inizierai ad apprezzare i benefici di un’accurata masticazione, non potrai più farne a meno.



lunedì 13 febbraio 2017

Fagioli con l’occhio saporiti al profumo di salvia e zenzero

L’ingrediente principale di questa ricetta sono i fagioli con l’occhio, piccoli e di colore chiaro, si caratterizzano per una macchia nera che ricorda appunto un occhio.

Questi legumi sono costituiti per il 23% circa di proteine e per il 18% circa di fibre. Contengono inoltre vitamine A, B, C ed E, minerali (come potassio, ferro, calcio, zinco e fosforo) e sono ricchi di lecitina, un emulsionante naturale dei grassi che aiuta a non perdere l’elasticità della pelle ed è importante per la salute dell’apparato cardiocircolatorio e nervoso centrale.

Vanno tenuti in ammollo 10-12 ore, risciacquati due-tre volte e cotti a fiamma bassa senza sale per circa 60 minuti.
Ecco come procedere per questa ricetta che, assicuro, è facile e molto gustosa: ogni volta che l’ho proposta ai miei amici ha avuto grande successo.

Ingredienti

300 gr fagioli con occhio (pesare da secchi prima dell’ammollo)
500 gr pomodori pelati
salvia
aglio
olio extra vergine di oliva
sale
radice di zenzero fresca
prezzemolo

Preparazione

In una padella antiaderente abbastanza capiente far insaporire in poco olio un aglio privato della sua anima interna e schiacciato, aggiungere i pomodori e far cuocere per 10 minuti.

Unire i fagioli con un mestolo della loro acqua di cottura (conservare un altro mestolo di acqua nell’ipotesi che in seguito ne serva ancora) e lasciare cuocere a fuoco medio insieme ad abbondante salvia.

Quando l’acqua si sarà quasi ritirata del tutto e i fagioli insaporiti, aggiungere il sale e lo zenzero (grattugiare 1-2 cm di radice cui andrà prima tolta la buccia per la parte che serve).
Se occorre, unire un altro poco di acqua di cottura dei fagioli e far ultimare la cottura per altri 3-4 minuti. La consistenza finale deve essere abbastanza cremosa.

Appena spento il fuoco si aggiunge il prezzemolo fresco tritato finemente e l’olio extravergine d’oliva. Girare e chiudere con un coperchio attendendo qualche minuto prima di servire per far amalgamare bene tutti i sapori.


È un piatto che sta bene insieme a verdure e carne o pesce, abbinamento ottimo per il pasto serale. I legumi, infatti, sono ricchi di carboidrati e l’abbinamento con i cereali è da sconsigliare a cena, a maggior ragione se non si svolge alcuna attività fisica e se ci sono problematiche di colesterolo, glicemia e pressione.


vai al sito valentinabennati.it

venerdì 10 febbraio 2017

L’alimentazione giusta per un buon latte materno

Allattare al seno il proprio bambino è un momento così intenso e dolce che non si può più dimenticare. Una preziosa opportunità per fortificare quel legame unico e speciale che si è creato tra madre e figlio già durante la gravidanza.

Il latte materno è il cibo perfetto per il cucciolo d’uomo, quello che la natura ha previsto per il suo sviluppo ottimale. Non solo nutre il bebè in modo completo ma lo protegge anche da molte malattie e infezioni: enteriti, otiti, infezioni respiratorie e urinarie sono tutte più frequenti nei bambini alimentati con latte artificiale. Secondo molti studi il latte della mamma stimola, infatti, il sistema digerente del bambino favorendo la proliferazione della flora batterica simbionte e la maturazione del sistema immunitario. Inoltre serve per la maturazione neurologica e cerebrale e per lo sviluppo di una sana emotività e capacità relazionale.

I vantaggi però non sono tutti per il bambino: allattare al seno fa bene anche alle mamme perché da un lato le aiuta a perdere il peso accumulato durante la gravidanza e dall’altro riduce il rischio di sviluppare in futuro osteoporosi e alcune forme di tumore al seno o all’ovaio.

Per un buon allattamento è indispensabile una sana alimentazione della madre che, in realtà, già dovrebbe seguire una dieta accorta e adeguata anche per tutto il periodo della gravidanza.

Dal punto di vista naturopatico SONO DA PRIVILEGIARE ALCUNI ALIMENTI che assicurano una buona funzione energetica dei vari organi, presupposto essenziale per un buon latte:

v  Semi (di zucca, girasole, sesamo e lino)
v  Alghe (ne basta una piccola quantità)
v  Legumi (particolarmente benefici i fagioli atzuki)
v  Verdure (sempre fresche e di stagione)

POSSONO ESSERE DI COMPLEMENTO:
v  Uova
v  Derivati della soia (tofu e tempeh)
v  Pesce e carne bianca
v  Frutta

Ovviamente è bene utilizzare il più possibile alimenti ottenuti senza l’impiego di sostanze chimiche e quindi da agricoltura o allevamento biologici.

EVITARE invece:
v  zucchero bianco (scarica energeticamente milza e reni)
v  latte vaccino e derivati (producono umidità e muco)
v  insaccati, salumi, carni rosse, caffè, the, cioccolato e spezie (secondo la medicina cinese scaldano eccessivamente stomaco, intestino e fegato)

Infine tener presente che il latte è composto prevalentemente di acqua: è necessario bere in abbondanza durante il periodo dell’allattamento e, preferibilmente, acqua (non gassata).

Si possono utilizzare anche tisane molto diluite (un cucchiaio di droga per un litro di acqua bollente da sorseggiare nell’arco della giornata) facendo attenzione a utilizzare erbe considerate sicure. In genere quelle consigliate durante l’allattamento sono: fieno greco, anice verde, verbena e tiglio per la loro attività galattogoga, carminativa e antifermentativa.

vai al sito valentinabennati.it

mercoledì 8 febbraio 2017

Vinci la collera

Tendi a perdere la pazienza un po’ troppo facilmente?
A volte sono la lentezza o i ritardi altrui a far saltare i nervi, altre la disorganizzazione e la sciatteria delle persone. Un’altra circostanza ad alto rischio è la guida. Chissà quante volte sarà capitato anche a te di lanciare urla contro un altro automobilista perché andava troppo piano o perché magari ha oscillato per un attimo tra una corsia e l’altra. Per non parlare degli ingorghi del traffico che ti fanno andare in bestia per il tempo che rubano.
Tutti possiamo inciampare in un eccesso di collera. Perfino durante un’attività piacevole come il gioco può capitare di arrabbiarsi: con gli avversari perché non stanno alle regole o con i compagni di squadra perché non giocano bene.

Se pensi che sia più salutare dare sfogo all’ira che tenersela dentro, sappi che non è esattamente così. L’ira è debilitante e alla lunga provoca ulcere, insonnia, palpitazioni e pressione alta. Secondo la medicina tradizionale cinese nelle sue forme eccessive (se è troppo forte o troppo frequente) può disturbare il fegato oppure al contrario essere segno di un disturbo a carico di questo organo.
La rabbia non dà buoni risultati neppure dal punto di vista psicologico. Dopo una sfuriata, infatti, ci si sente il più delle volte depressi o pieni di sensi di colpa, la comunicazione subisce una battuta d’arresto e i rapporti affettivi entrano in uno stato di pericolo costante.
Adirarsi è umano? Essere irritati o seccati lo è, ma perdere il controllo continuamente e “dare di fuori” è più una forma di follia che portata agli estremi ti può condurre a fare o dire cose di cui poi potresti pentirti, perfino a violenze fisiche contro altre persone. Meglio quindi fermarsi in tempo e cercare di perdere questa brutta abitudine.

Arrabbiarsi è una scelta. Non è qualcosa che semplicemente ti capita, ma una maniera di reagire alla frustrazione. Una reazione che vivi ogni volta che le tue attese non vengono corrisposte.
Quando le cose non vanno come vorresti, ti dici che non dovrebbero affatto andare a quel modo e, tra tutte le reazioni che potresti avere, scegli proprio quella di adirarti. Può trattarsi di uno sfogo verbale, di un mutismo perverso o di azioni fisiche ben precise come gestacci o lanci d’oggetti, fatto sta che decidi di manifestare la tua emozione in modo distruttivo.
Certo, non possiamo impedire che una persona o un contrattempo ci facciano arrabbiare: la prima reazione non è in nostro potere. Passare tutta la giornata a tenere monologhi o a infuriarci sempre più, però, è una nostra responsabilità.

Come gestire allora in modo appropriato questa emozione intensa che talvolta ci fa sentire sconfitti, indifesi e incapaci di agire?
Ti propongo CINQUE SUGGERIMENTI PER VINCERE LA COLLERA. Non si tratta di reprimerla, ma di trasformare la sua forza in energia per un cambiamento in positivo:

1.      Cerca di capire cosa vuole dirti.
La rabbia è un segnale: può dirti che i tuoi bisogni non sono stati soddisfatti, che i tuoi diritti sono stati violati, che i tuoi talenti sono stati ignorati o che è stata fatta un’ingiustizia. Se capisci cosa si cela dietro la tua collera puoi gestire la tua reazione in modo diverso. È anche un’occasione preziosa per conoscerti meglio perché, mentre cerchi di comprendere la causa della tua rabbia, tu determini che cosa possa essere o non essere accettabile per te e questo è indispensabile per guidare le tue scelte e per dare forma alla tua vita.

2.      Chiediti come puoi cambiare la situazione che genera la tua ira.
Ci sono delle azioni che puoi prevedere, attivare o al contrario evitare? Puoi modificare il tuo atteggiamento? Si può sempre fare qualcosa ed è il caso di focalizzarti solo su ciò che “tu” puoi fare. Anche se ritieni che gli altri siano il tuo problema, non puoi pensare di cambiare le persone (a meno che esse non lo desiderino).

3.      Esprimi i tuoi sentimenti in modo saggio
Prima di tutto devi rivolgerti alla persona giusta. Spesso si sbotta con una persona diversa da quella che in realtà ci ha fatto arrabbiare. Succede perché non possiamo affrontare, o non abbiamo il coraggio di affrontare, la causa reale del disagio. Quando c’è qualcosa o qualcuno che c’infastidisce, sempre meglio trattare subito il problema senza accantonarlo.
In secondo luogo quando esprimi la tua collera devi cercare di farlo in modo chiaro: devi dire precisamente che cosa e perché ti fa inquietare. Ascolta anche le ragioni altrui però! Il più delle volte parlando e restando aperti anche ai punti di vista degli altri si riesce a trovare una soluzione che soddisfa i bisogni di tutte le parti in causa.

4.      Agisci
Una volta compresa la causa della tua rabbia, stabilito cosa puoi fare ed espresso i tuoi sentimenti in modo adeguato, occorre che tu agisca per eliminare le ragioni della collera. Cambiare una situazione problematica richiede pazienza e costanza e più di un confronto con gli altri. Soprattutto disponibilità, da parte tua, ad adottare comportamenti diversi.

5.      Ridi
È impossibile essere arrabbiati e contemporaneamente ridere. Sono due cose che si escludono a vicenda. E tu puoi scegliere.
Impara ad osservare con distacco certe incongruenze e imprevisti della vita. Anche i comportamenti altrui che possono sembrarti fuori luogo. Se t’infuri ottieni forse di cambiare questo mondo un po’ pazzo? Pensa invece che questo è l’unico tempo di cui disponi: vuoi viverlo tormentandoti o cercando di riempire il più possibile le tue giornate di buon umore? In questo modo non solo non ti recherai danno ma aiuterai anche gli altri a stare meglio. Le risate e il senso dell’umorismo annullano le ostilità, fanno bene all’anima e ti rendono più forte.

Così, invece di essere schiavo/a di ogni circostanza frustrante, puoi sfruttare la situazione come sfida per cambiarla. E non ti resterà tempo per adirarti …

lunedì 6 febbraio 2017

Riequilibra l’ambiente con gli aromi

È un vero piacere, dopo una giornata passata fuori a subire la frenesia del mondo esterno, rientrare a casa e respirare un’aria lievemente profumata. La natura ha messo a disposizione tutti gli aromi che ci servono a questo scopo ed è senza dubbio più salutare ricorrere a oli essenziali estratti dalle piante piuttosto che a essenze chimiche.

Attraverso i sensori che abbiamo nel naso gli oli essenziali creano dei riflessi che vanno ad attivare il nostro sistema limbico stimolando tutte le funzioni neurovegetative:
v  memoria e ricordi
v  sensualità
v  apparato respiratorio e digestivo
v  emozioni

Puoi utilizzare le essenze anche per sostenere il sistema immunitario quando, nel periodo invernale, virus e batteri sono più attivi: il timo e il limone, ad esempio, hanno un forte potere antisettico atmosferico mentre il pino e l’eucalipto sono balsamici e dormire in una camera da letto in cui sono stati diffusi favorisce la guarigione dal raffreddore.
Ma ci sono anche degli oli essenziali afrodisiaci come ylang ylang e muschio che attivano l’erotismo e la fantasia, rilassanti come melissa e lavanda utili nel trattamento di disturbi quali ansia e tensione nervosa, sedativi come camomilla e mandarino che favoriscono la calma e il sonno ed essenze toniche come menta e limone che aiutano la concentrazione e lo studio.

L’importante è evitare aromi di provenienza sintetica e utilizzare solo oli essenziali puri naturali al 100% provenienti da coltivazioni biologiche controllate e spontanee. È necessario anche limitare la quantità aggiunta all’acqua delle vaschette dei radiatori o negli appositi diffusori: il numero delle gocce (in genere 2-3 per stanza) è in relazione alla grandezza dell’ambiente e all’intensità del profumo desiderato ma il mio consiglio è di non superare il numero di 10 gocce complessive se abiti in un piccolo appartamento.
Per quanto estratti dalle piante, gli oli essenziali sono una miscela abbastanza complessa di numerose sostanze chimiche molte delle quali già presenti all’interno della pianta stessa e altre invece formatesi durante le varie fasi di estrazione. Devi quindi essere consapevole che stai usando una sostanza molto concentrata. Un utilizzo improprio può esporre anche a gravi effetti collaterali.

Ecco alcuni suggerimenti per armonizzare e rendere più piacevole l’atmosfera di casa:
  • ENTRATA   Arancio o limone dall’odore rassicurante sono perfetti per profumare l’ingresso dell’abitazione.
  • SALOTTO   Rosa o sandalo facilitano il relax.
  • STUDIO  Menta piperita o rosmarino favoriscono la concentrazione
  • CUCINA  Il bergamotto aiuta ad eliminare gli odori sgraditi.
  • CAMERA DA LETTO  È la stanza più importante visto che ci passiamo la maggior parte delle ore. Lavanda, melissa o camomilla romana conciliano il sonno, nel caso di influenza o convalescenza è possibile invece scegliere oli essenziali antisettici che inibiscano lo sviluppo di batteri e virus come tea tree o timo oppure essenze con proprietà anticatarrali e mucolitiche come pino o eucalipto che aiutano in caso di disturbi a carico dell’apparato respiratorio.
  •  STANZA DEI BAMBINI  Adatto il mandarino che ha un profumo dolce e rilassante, limitarsi ad 1-2  gocce nell’acqua del termosifone o nel diffusore ed evitare  prima dei tre anni.
Un’ultima raccomandazione finale: gli oli essenziali non devono essere usati durante la gravidanza o l’allattamento. Prudenza anche per gli epilettici e le persone asmatiche o allergiche.