venerdì 3 febbraio 2017

Lubrifica il tuo corpo

Un’automobile non può funzionare senza olio. Così il nostro corpo per godere di buona salute ha necessità di essere lubrificato.
Tessuti, apparato riproduttivo, ormoni, ghiandole, muscoli, occhi, pelle, capelli, unghie, articolazioni e ossa possono svolgere bene le loro funzioni solo se hanno il corretto apporto di acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6. I semi di lino li contengono entrambi in perfetto equilibrio fra loro e in una forma facilmente assimilabile.
Diversi studi scientifici hanno messo in rilievo le proprietà ipocolesterolemizzanti e ipotensive di questi piccoli e preziosi semi. Ma i benefici sono anche altri: capacità di inibire le allergie, prevenire i tumori del seno e del colon, aiutare a regolare il peso corporeo, tenere alto il morale, rafforzare il sistema immunitario e contribuire a rendere la pelle più sana.

I semi di lino hanno un involucro resistente che se ingeriti interi impedirebbe al nostro organismo di assimilare gli acidi grassi omega-3 ed omega-6 in essi contenuti.
Per poter far tesoro delle loro preziose proprietà nutrizionali occorre tritarli al momento del loro utilizzo evitando di utilizzare macinini elettrici che surriscalderebbero i semi distruggendo i loro nutrienti. Il mio consiglio è di utilizzare un mortaio o un macinacaffè manuale.
Spolverizza il trito sul piatto a crudo. Uno-due cucchiai al giorno, mescolati a insalata, cereali, zuppe, pasta e stufati garantiscono il fabbisogno giornaliero di acidi grassi omega-3 ed omega-6.

Trovi i semi di lino in vendita nei negozi di alimentazione naturale, nelle erboristerie e in alcuni supermercati.
In commercio puoi reperire anche l’olio di semi di lino che però è molto delicato. Per mantenere tutte le sue proprietà deve essere prodotto tramite spremitura a freddo, in assenza di aria e a temperatura controllata, va inoltre conservato in bottiglie di vetro scure per proteggerlo dalla luce solare e in frigorifero per proteggerlo dalle alte temperature.

Personalmente preferisco utilizzare i semi. Anche questi, una volta aperta la confezione, si conservano in frigo per poter godere a lungo dei loro benefici.

mercoledì 1 febbraio 2017

Il miglior regalo

Indubbiamente ogni genitore ama i propri figli tuttavia molte mamme e molti papà sono così presi dalla routine quotidiana che delegano la cura delle loro creature ad altre persone per la maggior parte del tempo. Eppure ciò che i bambini vogliono e apprezzano, più di qualsiasi altra cosa, è stare in compagnia dei genitori e giocare con loro.

I piccoli, soprattutto nei primi sei-sette anni di vita, hanno un bisogno enorme di amore. Tutti gli psicologi concordano sul fatto che questi sono anche gli anni in cui avviene lo sviluppo della loro personalità e più questo bisogno sarà soddisfatto tanto più impareranno ad apprezzarsi e cresceranno sicuri. E tanto più saranno un giorno adulti capaci di amare.

È una bella impresa riuscire a conciliare lavoro, casa, vita sociale e famiglia. Le attenzioni che i figli richiedono a volte possono essere esasperanti forse perché noi siamo un po’ a corto di energie e abbiamo la testa piena di tanti pensieri così quel “giochi con me?” invece di essere accolto con gioia diventa l’ennesima fatica da assolvere.
Sarebbe meglio cercare di vivere appieno questi momenti invece di desiderare una situazione diversa perché, per quanto oggi ci possa sembrare strano, queste preziose opportunità ci mancheranno tra qualche anno. Ci mancheranno i pasticci con i colori, le corse per casa, le storie di pirati e sirene, le lotte con i cuscini, le  costruzioni e le macchinine, le canzoni di bassotti e coccodrilli. Ci mancheranno perfino le notti passate tutti insieme nel lettone con poco sonno e tante pedate. Istanti di intimità che non torneranno più.

Non basta amare i nostri figli, dobbiamo anche dimostrarlo, dedicare loro del tempo, divertirci insieme nelle loro attività preferite, parlare, giocare insieme, ripetere loro quanto sono speciali per noi e quanto siamo fortunati che siano entrati nella nostra vita.
Accarezziamoli spesso, i bambini vivono di sensazioni e sentono (non solo il calore fisico ma anche quello emozionale) attraverso la pelle. Ci sono studi che sottolineano quanto la dimostrazione tattile sia necessaria durante lo sviluppo  comportamentale perché, oltre a comunicare sensazioni di piacere, affetto, protezione e sicurezza, lo stimolo tattile fornisce materiale per la costruzione dell’identità del bambino.

Il miglior regalo che possiamo fare ai nostri figli siamo noi stessi. Stiamo con loro dandoci senza  limiti con le parole e con i fatti con atteggiamento ottimista  e giocoso. È questo ciò di cui hanno più bisogno.
Se non vogliamo essere genitori, non abbiamo l’obbligo di mettere al mondo dei figli. Ma se desideriamo esserlo – oltre a trasmettere loro un’educazione equilibrata per il corpo, per la mente  e per lo spirito – dobbiamo fare in modo che si sentano amati offrendo la giusta attenzione e i giusti stimoli affinché il loro mondo emozionale possa svilupparsi in modo sano.



lunedì 30 gennaio 2017

Che acqua bevi?


C’è tanta acqua nel nostro corpo. In base all’età, alla costituzione e al tipo di alimentazione i nostri organi e tessuti ne contengono un quantitativo diverso. I veri serbatoi della nostra acqua corporea sono le cellule ma c’è acqua anche negli interstizi tra le cellule. La composizione dei due liquidi, intracellulare ed extracellulare, cambia poiché dentro le cellule abbonda il potassio, fuori di esse il sodio ed il giusto equilibrio di questa “pila naturale” è fondamentale per il corretto svolgimento delle funzioni metaboliche e per la vita.

In termini di elementi si potrebbe dire che noi siamo acqua e che non possiamo farne a meno. È indispensabile per trasportare i principi nutritivi a tutte le cellule, per favorire la digestione, per garantire la termoregolazione, per eliminare le scorie attraverso gli organi emuntori e per svolgere la funzione di “ammortizzatore” nei confronti di certi organi più delicati come l’occhio e il cervello che ne sono infatti ricchissimi. 
Così decisiva  per la nostra sopravvivenza eppure così ignorata. Sì, sappiamo che l’acqua è importante per mantenere in salute l’organismo, ma poi stiamo attenti alle sue caratteristiche?

Se in passato molti avevano la fortuna di poter bere della vitale e pura acqua sorgiva, oggi questo è un privilegio che spetta ai pochissimi che vivono ancora vicino a sorgenti incontaminate di alta montagna. Il problema principale è soprattutto quello di riuscire a trovare un’acqua priva delle sostanze dannose che oggi si trovano quasi dappertutto nell’acqua di rubinetto: dal piombo proveniente da vecchie tubature ai residui di pesticidi e medicinali vari. Certo, l’acqua che normalmente esce dai rubinetti delle abitazioni per essere resa potabile subisce una serie di trattamenti e controlli volti a contenere entro limiti stabiliti dalla legge eventuali inquinanti chimici (nitrati, pesticidi ecc ecc ) ma, una volta uscita dall’acquedotto e addizionata di cloro, prima di giungere alle nostre abitazioni, è costretta a percorrere un lungo tragitto attraverso tubi molto spesso vecchi e malconci che possono diventare essi stessi ulteriore fonte di inquinamento. Dunque potabilità non necessariamente vuol dire qualità.

Che caratteristiche dovrebbe avere un’acqua salutare?
Le analisi utilizzate più frequentemente sono quelle batteriologiche  e chimico-fisiche che però sono insufficienti per dare un giudizio completo dal punto di vista della salute. Una valutazione davvero completa dovrebbe includere:

  •  ANALISI BIOLOGICA per escludere eventuale presenza di batteri, virus e funghi.
  • ANALISI ORGANICA per escludere eventuale presenza di veleni con i quali l’acqua potrebbe avere avuto contatto nel suo percorso sotterraneo e di superficie, ad esempio erbicidi.
  • ANALISI FISICO-CHIMICA Quella fisica prevede in particolare la misurazione della conducibilità elettrica (più è bassa, migliore è la qualità dell’acqua ) e del ph (quello ideale è compreso tra 6,4 e 6,8). Quella chimica definisce la quantità dei minerali inorganici presenti nell’acqua e la somma di questi dà il residuo fisso che si ottiene facendo evaporare un litro di acqua a 180°. Questo è un altro parametro determinante per la valutazione della qualità dell’acqua (più basso è il residuo fisso, migliore è la qualità dell’acqua).
  • ANALISI DI VITALITà Si tratta di distinguere tra un’acqua viva e un’acqua morta e per questa ricerca non esiste ancora un metodo scientifico affidabile. In generale si può dire che tutte le acque trattate o purificate sia chimicamente che fisicamente perdono la loro vitalità.
  • ANALISI ENERGETICA-BIOELETTRONICA Secondo l’idrologo francese Vincent è la più importante per la salute umana e va a identificare l’energia globale dell’acqua. Dipende da tre parametri: il ph, il valore rh2 e il valore ro.
1.      Per quanto riguarda il ph il range di riferimento perché l’acqua sia accettabile è tra 6,0 e 6,8 ma le acque migliori hanno un ph tra 6,4 e 6,8 (lo stesso dell’ambiente interno delle nostre cellule, in questo modo il ricambio d’acqua è molto facilitato).
2.      Il valore rh2 misura la pressione di idrogeno e ossigeno e varia da 0 (massima pressione di idrogeno) a 42 (massima pressione di ossigeno). Il numero 28 identifica il valore neutro che si ha quando la pressione dell’idrogeno è uguale a quella dell’ossigeno. Un’acqua buona ha un rh2 tra 25 e 28.
3.      Il valore ro rappresenta la resistività di un liquido ed è inversamente proporzionale alla conducibilità elettrica (quanti meno minerali sono contenuti nell’acqua, tanto minore è la conducibilità e tanto maggiore è la resistività). L’acqua buona ha una resistività sempre maggiore di 6000 Ohm ma l’acqua veramente pura ha una resistività di oltre 20000 Ohm!
un’acqua con molti minerali non può caricarsi ulteriormente di scorie e tossine. Solo un’acqua pura può assolvere questo importante compito di eliminare le sostanze tossiche dal nostro organismo. I minerali di cui abbiamo bisogno non sono quelli inorganici e per noi inassimilabili dell’acqua ma quelli organici  che sono già stati assimilati dalle piante e che ritroviamo in un’alimentazione sana e varia: verdura fresca, frutta, legumi, cereali, erbe e semi maturati al sole che contengono anche tutti gli enzimi e le sostanze vitali utili al nostro nutrimento.

Purtroppo quasi nessuno oggi dà il giusto peso alla qualità dell’acqua. Ma ricorda che non ha senso fare attività fisica e seguire una dieta equilibrata e personalizzata nell’intento di stare meglio se poi non introduci nel tuo corpo un’acqua pura e salutare.


venerdì 27 gennaio 2017

Ceci all'umbra

Condivido volentieri con voi questa ricetta tipica dell'Umbria che è adatta a questa stagione invernale.

L’ingrediente principale sono i ceci, legumi molto nutrienti ed energetici che hanno proprietà  diuretiche, vermifughe, ricostituenti ed antianemiche.
Prima di essere cotti necessitano di 12-24 ore di ammollo (dipende dalla loro grossezza), l’acqua va cambiata almeno tre volte e di nuovo un’altra volta prima di metterli in pentola. L’aggiunta di un pezzetto di alga Kombu ne faciliterà la digestione. La cottura, a fiamma bassa, senza aggiungere sale, è lunga: 120-150 minuti. Meglio cuocerli il giorno prima e ritrovarseli già pronti per la realizzazione di questa ricetta.

Altro ingrediente caratterizzante sono le bietole. Ricche di clorofilla, sali minerali e vitamine A, C e K, vanno cotte pochissimo (5 minuti) per non distruggere le vitamine e mandare i sali in soluzione. Compratele fresche (le foglioline non devono essere mosce né ingiallite).

Ingredienti per 4 persone

100 gr di ceci (pesarli da secchi)
2 cipollotti
1 costa di sedano
1 carota
1 kg d bietoline o erbette fresche
3 foglie di alloro
1 rametto di rosmarino
2 spicchi d’aglio
olio extravergine di oliva
sale

Preparazione

Una volta cotti i ceci scolarli  e metterli in una pentola con la carota tagliata a pezzetti, i cipollotti sminuzzati, il sedano a cubetti e l’alloro. Aggiungere un poco di acqua, salare e far prendere il bollore dopodiché cuocere a fiamma bassa il tempo sufficiente a rendere tenere le verdure ed insaporire i legumi.

Nel frattempo pulire e lavare le bietole, spezzettarle grossolanamente con le mani e cuocerle per 5 minuti a fuoco medio con la sola acqua di lavaggio. Una volta cotte, scolare l’eventuale acqua in eccesso, fare intiepidire, strizzare e tagliuzzare.

Preparare un trito con l’aglio e il rosmarino e farlo rosolare con 3 cucchiai d’olio. Aggiungere i ceci, la carota, i cipollotti e il sedano scolati (tenere da parte un poco d’acqua di cottura nel caso servisse per dosare la consistenza finale) e lasciare insaporire per 5 minuti. Unire le bietole e cuocere per altri 5 minuti. Regolare di sale e servire.


In Umbria, appena spenta la fiamma, ancora prima di impiattare,  è usanza aggiungere del pecorino grattugiato. Un pizzico di gusto in più per questa ricetta già molto appetitosa anche senza formaggio.

mercoledì 25 gennaio 2017

Sonno e gravidanza

Quando si è incinta si dorme in modo diverso. Il sonno cambia: diventa leggero, ci si deve alzare per andare in bagno, ci si sveglia presto oppure si fa fatica ad addormentarsi perché il cervello, magari solo per la felicità, pensa a tante cose. Molte donne dormono peggio in gravidanza, altre non riescono più a prendere sonno nella loro posizione preferita abituale, devono cambiarla per riuscire a rilassarsi, altre invece sognano tantissimo, più di quanto facevano prima.

Le ostetriche spiegano questi fenomeni col fatto che il bambino dentro la pancia ha un suo ritmo che non necessariamente è in sintonia col ritmo di sonno e di veglia della madre. Magari dorme durante il giorno ed è attivo di notte, ecco che con tutto quel movimento in pancia per la mamma è difficile riposare profondamente. Oppure la donna dorme peggio perché ha un poco di anemia o i crampi alle gambe o le palpitazioni o i formicolii alle mani. Anche questi fattori, che sono disturbi tipici della gravidanza, vanno considerati.

Poiché un buon sonno, regolare, è più che mai benefico in questa fase delicata e speciale della vita di una donna, ecco qualche consiglio per favorirlo:

§  Non bere caffè il pomeriggio, tanto meno la sera

§  Non cenare tardi per non andare a dormire con lo stomaco ancora pieno

§  Non andare a letto oltre le 22. Passate le 22.30, superata la stanchezza, spesso ci si sente di nuovo attivi e si rischia di fare tardi

§  Evitare letture, parole e immagini violente (giornali, film, televisione) che lasciano impressioni negative anche sul bambino in utero

§  Non impegnare troppo la testa la sera, cercare invece di allentare eventuali tensioni con la musica, un  libro, una tisana

§  Una volta a letto usare la visualizzazione e il pensiero positivo prima di addormentarsi: chiudere gli occhi visualizzando per qualche minuto una bella creatura con tutte le qualità desiderate, un buon parto, una nuova vita felice insieme al piccolo appena nato.


E se proprio il sonno non arriva o si interrompe, vietato innervosirsi. Ricordate che siete a letto,  dunque il vostro corpo comunque riposa e recupera le energie, se siete tranquille. Cercate allora di trovare la posizione per voi più comoda e rilassatevi.