sabato 4 febbraio 2017
venerdì 3 febbraio 2017
Lubrifica il tuo corpo
Un’automobile
non può funzionare senza olio. Così il nostro corpo per godere di buona salute
ha necessità di essere lubrificato.
Tessuti,
apparato riproduttivo, ormoni, ghiandole, muscoli, occhi, pelle, capelli,
unghie, articolazioni e ossa possono svolgere bene le loro funzioni solo se
hanno il corretto apporto di acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6. I semi
di lino li contengono entrambi in perfetto equilibrio fra loro e in una
forma facilmente assimilabile.
Diversi
studi scientifici hanno messo in rilievo le proprietà ipocolesterolemizzanti
e ipotensive di questi piccoli e preziosi semi. Ma i benefici sono
anche altri: capacità di inibire le allergie, prevenire i tumori del seno
e del colon, aiutare a regolare il peso corporeo, tenere alto il morale,
rafforzare il sistema immunitario e contribuire a rendere la pelle più sana.
I
semi di lino hanno un involucro resistente che se ingeriti interi impedirebbe
al nostro organismo di assimilare gli acidi grassi omega-3 ed omega-6 in essi contenuti.
Per
poter far tesoro delle loro preziose proprietà nutrizionali occorre tritarli
al momento del loro utilizzo evitando di utilizzare macinini elettrici che
surriscalderebbero i semi distruggendo i loro nutrienti. Il mio consiglio è di
utilizzare un mortaio o un macinacaffè manuale.
Spolverizza
il trito sul piatto a crudo. Uno-due cucchiai al giorno, mescolati a
insalata, cereali, zuppe, pasta e stufati garantiscono il fabbisogno
giornaliero di acidi grassi omega-3 ed omega-6.
Trovi
i semi di lino in vendita nei negozi di alimentazione naturale, nelle
erboristerie e in alcuni supermercati.
In
commercio puoi reperire anche l’olio di semi di lino che però è molto delicato.
Per mantenere tutte le sue proprietà deve essere prodotto tramite spremitura a
freddo, in assenza di aria e a temperatura controllata, va inoltre conservato
in bottiglie di vetro scure per proteggerlo dalla luce solare e in frigorifero
per proteggerlo dalle alte temperature.
Personalmente
preferisco utilizzare i semi. Anche questi, una volta aperta la confezione, si
conservano in frigo per poter godere a lungo dei loro benefici.
mercoledì 1 febbraio 2017
Il miglior regalo
Indubbiamente
ogni genitore ama i propri figli tuttavia molte mamme e molti papà sono così
presi dalla routine quotidiana che delegano la cura delle loro creature ad altre persone
per la maggior parte del tempo. Eppure ciò che i bambini vogliono e apprezzano,
più di qualsiasi altra cosa, è stare in compagnia dei genitori e giocare con
loro.
I
piccoli, soprattutto nei primi sei-sette anni di vita, hanno un bisogno enorme
di amore. Tutti gli psicologi concordano sul fatto che questi sono anche gli anni
in cui avviene lo sviluppo della loro personalità e più questo bisogno sarà
soddisfatto tanto più impareranno ad apprezzarsi e cresceranno sicuri. E tanto
più saranno un giorno adulti capaci di amare.
È
una bella impresa riuscire a conciliare lavoro, casa, vita sociale e famiglia. Le
attenzioni che i figli richiedono a volte possono essere esasperanti forse
perché noi siamo un po’ a corto di energie e abbiamo la testa piena di tanti
pensieri così quel “giochi con me?” invece di essere accolto con gioia diventa
l’ennesima fatica da assolvere.
Sarebbe
meglio cercare di vivere appieno questi momenti invece di desiderare una
situazione diversa perché, per quanto oggi ci possa sembrare strano, queste
preziose opportunità ci mancheranno tra qualche anno. Ci mancheranno i pasticci
con i colori, le corse per casa, le storie di pirati e sirene, le lotte con i
cuscini, le costruzioni e le macchinine,
le canzoni di bassotti e coccodrilli. Ci mancheranno perfino le notti passate
tutti insieme nel lettone con poco sonno e tante pedate. Istanti di intimità
che non torneranno più.
Non
basta amare i nostri figli, dobbiamo anche dimostrarlo, dedicare loro del
tempo, divertirci insieme nelle loro attività preferite, parlare, giocare
insieme, ripetere loro quanto sono speciali per noi e quanto siamo fortunati
che siano entrati nella nostra vita.
Accarezziamoli
spesso, i bambini vivono di sensazioni e sentono (non solo il calore fisico ma
anche quello emozionale) attraverso la pelle. Ci sono studi che sottolineano
quanto la dimostrazione tattile sia necessaria durante lo sviluppo comportamentale perché, oltre a comunicare
sensazioni di piacere, affetto, protezione e sicurezza, lo stimolo tattile
fornisce materiale per la costruzione dell’identità del bambino.
Il
miglior regalo che possiamo fare ai nostri figli siamo noi stessi. Stiamo con
loro dandoci senza limiti con le parole
e con i fatti con atteggiamento ottimista
e giocoso. È questo ciò di cui hanno più bisogno.
Se
non vogliamo essere genitori, non abbiamo l’obbligo di mettere al mondo dei
figli. Ma se desideriamo esserlo – oltre a trasmettere loro un’educazione
equilibrata per il corpo, per la mente e
per lo spirito – dobbiamo fare in modo che si sentano amati offrendo la giusta
attenzione e i giusti stimoli affinché il loro mondo emozionale possa
svilupparsi in modo sano.
lunedì 30 gennaio 2017
Che acqua bevi?
C’è
tanta acqua nel nostro corpo. In base all’età, alla costituzione e al tipo di
alimentazione i nostri organi e tessuti ne contengono un quantitativo diverso.
I veri serbatoi della nostra acqua corporea sono le cellule ma c’è acqua anche
negli interstizi tra le cellule. La composizione dei due liquidi,
intracellulare ed extracellulare, cambia poiché dentro le cellule abbonda il
potassio, fuori di esse il sodio ed il giusto equilibrio di questa “pila
naturale” è fondamentale per il corretto svolgimento delle funzioni metaboliche
e per la vita.
In
termini di elementi si potrebbe dire che noi siamo acqua e che non possiamo
farne a meno. È indispensabile per trasportare i principi nutritivi a tutte le
cellule, per favorire la digestione, per garantire la termoregolazione, per
eliminare le scorie attraverso gli organi emuntori e per svolgere la funzione
di “ammortizzatore” nei confronti di certi organi più delicati come l’occhio e
il cervello che ne sono infatti ricchissimi.
Così
decisiva per la nostra sopravvivenza
eppure così ignorata. Sì, sappiamo che l’acqua è importante per mantenere
in salute l’organismo, ma poi stiamo attenti alle sue caratteristiche?
Se
in passato molti avevano la fortuna di poter bere della vitale e pura acqua
sorgiva, oggi questo è un privilegio che spetta ai pochissimi che vivono ancora
vicino a sorgenti incontaminate di alta montagna. Il problema principale è
soprattutto quello di riuscire a trovare un’acqua priva delle sostanze dannose
che oggi si trovano quasi dappertutto nell’acqua di rubinetto: dal piombo
proveniente da vecchie tubature ai residui di pesticidi e medicinali vari.
Certo, l’acqua che normalmente esce dai rubinetti delle abitazioni per essere
resa potabile subisce una serie di trattamenti e controlli volti a contenere
entro limiti stabiliti dalla legge eventuali inquinanti chimici (nitrati,
pesticidi ecc ecc ) ma, una volta uscita dall’acquedotto e addizionata di
cloro, prima di giungere alle nostre abitazioni, è costretta a percorrere un
lungo tragitto attraverso tubi molto spesso vecchi e malconci che possono
diventare essi stessi ulteriore fonte di inquinamento. Dunque potabilità non
necessariamente vuol dire qualità.
Che
caratteristiche dovrebbe avere un’acqua salutare?
Le
analisi utilizzate più frequentemente sono quelle batteriologiche e chimico-fisiche che però sono insufficienti
per dare un giudizio completo dal punto di vista della salute. Una valutazione davvero
completa dovrebbe includere:
- ANALISI BIOLOGICA per escludere eventuale presenza di batteri, virus e funghi.
- ANALISI ORGANICA per escludere eventuale presenza di veleni con i quali l’acqua potrebbe avere avuto contatto nel suo percorso sotterraneo e di superficie, ad esempio erbicidi.
- ANALISI FISICO-CHIMICA Quella fisica prevede in particolare la misurazione della conducibilità elettrica (più è bassa, migliore è la qualità dell’acqua ) e del ph (quello ideale è compreso tra 6,4 e 6,8). Quella chimica definisce la quantità dei minerali inorganici presenti nell’acqua e la somma di questi dà il residuo fisso che si ottiene facendo evaporare un litro di acqua a 180°. Questo è un altro parametro determinante per la valutazione della qualità dell’acqua (più basso è il residuo fisso, migliore è la qualità dell’acqua).
- ANALISI DI VITALITà Si tratta di distinguere tra un’acqua viva e un’acqua morta e per questa ricerca non esiste ancora un metodo scientifico affidabile. In generale si può dire che tutte le acque trattate o purificate sia chimicamente che fisicamente perdono la loro vitalità.
- ANALISI ENERGETICA-BIOELETTRONICA Secondo l’idrologo francese Vincent è la più importante per la salute umana e va a identificare l’energia globale dell’acqua. Dipende da tre parametri: il ph, il valore rh2 e il valore ro.
1.
Per
quanto riguarda il ph il range di riferimento perché l’acqua sia
accettabile è tra 6,0 e 6,8 ma le acque migliori hanno un ph tra 6,4 e
6,8 (lo stesso dell’ambiente interno delle nostre cellule, in questo
modo il ricambio d’acqua è molto facilitato).
2.
Il valore rh2 misura la pressione
di idrogeno e ossigeno e varia da 0 (massima pressione di idrogeno) a 42
(massima pressione di ossigeno). Il numero 28 identifica il valore neutro che
si ha quando la pressione dell’idrogeno è uguale a quella dell’ossigeno.
Un’acqua buona ha un rh2 tra 25 e 28.
3.
Il valore ro rappresenta la resistività di un
liquido ed è inversamente proporzionale alla conducibilità elettrica (quanti
meno minerali sono contenuti nell’acqua, tanto minore è la conducibilità e
tanto maggiore è la resistività). L’acqua buona ha una resistività sempre
maggiore di 6000 Ohm ma l’acqua veramente pura ha una resistività
di oltre 20000 Ohm!
un’acqua con
molti minerali non può caricarsi ulteriormente di scorie e tossine. Solo
un’acqua pura può assolvere questo importante compito di eliminare le sostanze
tossiche dal nostro organismo. I minerali di cui abbiamo bisogno non sono
quelli inorganici e per noi inassimilabili dell’acqua ma quelli organici che sono già stati assimilati dalle piante e
che ritroviamo in un’alimentazione sana e varia: verdura fresca, frutta,
legumi, cereali, erbe e semi maturati al sole che contengono anche tutti gli
enzimi e le sostanze vitali utili al nostro nutrimento.
Purtroppo
quasi nessuno oggi dà il giusto peso alla qualità dell’acqua. Ma ricorda che
non ha senso fare attività fisica e seguire una dieta equilibrata e
personalizzata nell’intento di stare meglio se poi non introduci nel tuo corpo
un’acqua pura e salutare.
sabato 28 gennaio 2017
venerdì 27 gennaio 2017
Ceci all'umbra
Condivido
volentieri con voi questa ricetta tipica dell'Umbria che è adatta a
questa stagione invernale.
L’ingrediente
principale sono i ceci, legumi molto nutrienti ed energetici che hanno proprietà diuretiche, vermifughe, ricostituenti ed
antianemiche.
Prima
di essere cotti necessitano di 12-24 ore di ammollo (dipende dalla loro
grossezza), l’acqua va cambiata almeno tre volte e di nuovo un’altra volta
prima di metterli in pentola. L’aggiunta di un pezzetto di alga Kombu ne faciliterà
la digestione. La cottura, a fiamma bassa, senza aggiungere sale, è lunga:
120-150 minuti. Meglio cuocerli il giorno prima e ritrovarseli già pronti per
la realizzazione di questa ricetta.
Altro
ingrediente caratterizzante sono le bietole. Ricche di clorofilla,
sali minerali e vitamine A, C e K, vanno cotte pochissimo (5 minuti)
per non distruggere le vitamine e mandare i sali in soluzione. Compratele
fresche (le foglioline non devono essere mosce né ingiallite).
Ingredienti
per 4 persone
100
gr di ceci (pesarli da secchi)
2
cipollotti
1
costa di sedano
1
carota
1 kg
d bietoline o erbette fresche
3
foglie di alloro
1
rametto di rosmarino
2
spicchi d’aglio
olio
extravergine di oliva
sale
Preparazione
Una
volta cotti i ceci scolarli e metterli in
una pentola con la carota tagliata a pezzetti, i cipollotti sminuzzati, il
sedano a cubetti e l’alloro. Aggiungere un poco di acqua, salare e far prendere
il bollore dopodiché cuocere a fiamma bassa il tempo sufficiente a rendere
tenere le verdure ed insaporire i legumi.
Nel
frattempo pulire e lavare le bietole, spezzettarle grossolanamente con le mani
e cuocerle per 5 minuti a fuoco medio con la sola acqua di lavaggio. Una volta
cotte, scolare l’eventuale acqua in eccesso, fare intiepidire, strizzare e tagliuzzare.
Preparare
un trito con l’aglio e il rosmarino e farlo rosolare con 3 cucchiai d’olio.
Aggiungere i ceci, la carota, i cipollotti e il sedano scolati (tenere da parte
un poco d’acqua di cottura nel caso servisse per dosare la consistenza finale)
e lasciare insaporire per 5 minuti. Unire le bietole e cuocere per altri 5
minuti. Regolare di sale e servire.
In
Umbria, appena spenta la fiamma, ancora prima di impiattare, è usanza aggiungere del pecorino grattugiato.
Un pizzico di gusto in più per questa ricetta già molto appetitosa anche senza
formaggio.
mercoledì 25 gennaio 2017
Sonno e gravidanza
Quando
si è incinta si dorme in modo diverso. Il sonno cambia: diventa leggero, ci si
deve alzare per andare in bagno, ci si sveglia presto oppure si fa fatica ad
addormentarsi perché il cervello, magari solo per la felicità, pensa a tante
cose. Molte donne dormono peggio in gravidanza, altre non riescono più a
prendere sonno nella loro posizione preferita abituale, devono cambiarla per
riuscire a rilassarsi, altre invece sognano tantissimo, più di quanto facevano
prima.
Le
ostetriche spiegano questi fenomeni col fatto che il bambino dentro la pancia
ha un suo ritmo che non necessariamente è in sintonia col ritmo di sonno e di
veglia della madre. Magari dorme durante il giorno ed è attivo di notte, ecco
che con tutto quel movimento in pancia per la mamma è difficile riposare
profondamente. Oppure la donna dorme peggio perché ha un poco di anemia o i
crampi alle gambe o le palpitazioni o i formicolii alle mani. Anche questi
fattori, che sono disturbi tipici della gravidanza, vanno considerati.
Poiché
un buon sonno, regolare, è più che mai benefico in questa fase delicata e
speciale della vita di una donna, ecco qualche consiglio per favorirlo:
§
Non bere caffè il pomeriggio, tanto meno la sera
§
Non cenare tardi per non andare a dormire con lo
stomaco ancora pieno
§
Non andare a letto oltre le 22. Passate le
22.30, superata la stanchezza, spesso ci si sente di nuovo attivi e si rischia
di fare tardi
§
Evitare letture, parole e immagini violente
(giornali, film, televisione) che lasciano impressioni negative anche sul
bambino in utero
§
Non impegnare troppo la testa la sera, cercare
invece di allentare eventuali tensioni con la musica, un libro, una tisana
§
Una volta a letto usare la visualizzazione e il
pensiero positivo prima di addormentarsi: chiudere gli occhi visualizzando per
qualche minuto una bella creatura con tutte le qualità desiderate, un buon
parto, una nuova vita felice insieme al piccolo appena nato.
E se
proprio il sonno non arriva o si interrompe, vietato innervosirsi. Ricordate che
siete a letto, dunque il vostro corpo
comunque riposa e recupera le energie, se siete tranquille. Cercate allora di
trovare la posizione per voi più comoda e rilassatevi.
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