domenica 12 febbraio 2017
venerdì 10 febbraio 2017
L’alimentazione giusta per un buon latte materno
Allattare
al seno il proprio bambino è un momento così intenso e dolce che non si può più
dimenticare. Una preziosa opportunità per fortificare quel legame unico e
speciale che si è creato tra madre e figlio già durante la gravidanza.
Il
latte materno è il cibo perfetto per il cucciolo d’uomo, quello che la
natura ha previsto per il suo sviluppo ottimale. Non solo nutre il bebè
in modo completo ma lo protegge anche da molte
malattie e infezioni: enteriti, otiti, infezioni respiratorie e
urinarie sono tutte più frequenti nei bambini alimentati con latte artificiale.
Secondo molti studi il latte della mamma stimola, infatti, il
sistema digerente del bambino favorendo la proliferazione della flora batterica
simbionte e la maturazione del sistema immunitario. Inoltre serve
per la maturazione neurologica e cerebrale e per lo sviluppo di una sana
emotività e capacità relazionale.
I
vantaggi però non sono tutti per il bambino: allattare al seno fa bene anche
alle mamme perché da un lato le aiuta a perdere il peso
accumulato durante la gravidanza e dall’altro riduce il rischio di
sviluppare in futuro osteoporosi e alcune forme di
tumore al seno o all’ovaio.
Per
un buon allattamento è indispensabile una sana alimentazione della madre che,
in realtà, già dovrebbe seguire una dieta accorta e adeguata anche per tutto il
periodo della gravidanza.
Dal
punto di vista naturopatico SONO DA PRIVILEGIARE ALCUNI ALIMENTI che
assicurano una buona funzione energetica dei vari organi, presupposto
essenziale per un buon latte:
v
Alghe (ne basta una piccola quantità)
v
Legumi (particolarmente benefici i
fagioli atzuki)
v
Verdure (sempre fresche e di stagione)
POSSONO
ESSERE DI COMPLEMENTO:
v
Uova
v
Derivati della soia (tofu e
tempeh)
v
Pesce e carne bianca
v
Frutta
Ovviamente
è bene utilizzare il più possibile alimenti ottenuti senza l’impiego di
sostanze chimiche e quindi da agricoltura o allevamento biologici.
EVITARE
invece:
v
zucchero bianco (scarica energeticamente milza e
reni)
v
latte vaccino e derivati (producono umidità e
muco)
v
insaccati, salumi, carni rosse, caffè, the,
cioccolato e spezie (secondo la medicina cinese scaldano eccessivamente
stomaco, intestino e fegato)
Infine
tener presente che il latte è composto prevalentemente di acqua: è necessario
bere in abbondanza durante il periodo dell’allattamento e, preferibilmente, acqua (non gassata).
Si
possono utilizzare anche tisane molto diluite (un cucchiaio di droga per un
litro di acqua bollente da sorseggiare nell’arco della giornata) facendo
attenzione a utilizzare erbe considerate sicure.
In genere quelle consigliate durante l’allattamento sono: fieno greco, anice
verde, verbena e tiglio per la loro attività galattogoga, carminativa e antifermentativa.
vai al sito valentinabennati.it
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mercoledì 8 febbraio 2017
Vinci la collera
Tendi a perdere la pazienza un
po’ troppo facilmente?
A volte sono la lentezza o i
ritardi altrui a far saltare i nervi, altre la disorganizzazione e la
sciatteria delle persone. Un’altra circostanza ad alto rischio è la guida.
Chissà quante volte sarà capitato anche a te di lanciare urla contro un altro
automobilista perché andava troppo piano o perché magari ha oscillato per un
attimo tra una corsia e l’altra. Per non parlare degli ingorghi del traffico
che ti fanno andare in bestia per il tempo che rubano.
Tutti possiamo inciampare in un
eccesso di collera. Perfino durante un’attività piacevole come il gioco può
capitare di arrabbiarsi: con gli avversari perché non stanno alle regole o con
i compagni di squadra perché non giocano bene.
Se pensi che sia più salutare
dare sfogo all’ira che tenersela dentro, sappi che non è esattamente così. L’ira
è debilitante e alla lunga provoca ulcere, insonnia, palpitazioni e
pressione alta. Secondo la medicina tradizionale cinese nelle sue forme eccessive
(se è troppo forte o troppo frequente) può disturbare il fegato oppure al
contrario essere segno di un disturbo a carico di questo organo.
La rabbia non dà buoni
risultati neppure dal punto di vista psicologico. Dopo una sfuriata,
infatti, ci si sente il più delle volte depressi o pieni di sensi di colpa, la
comunicazione subisce una battuta d’arresto e i rapporti affettivi entrano in
uno stato di pericolo costante.
Adirarsi è umano? Essere irritati
o seccati lo è, ma perdere il controllo continuamente e “dare di fuori” è più
una forma di follia che portata agli estremi ti può condurre a fare o dire cose
di cui poi potresti pentirti, perfino a violenze fisiche contro altre persone.
Meglio quindi fermarsi in tempo e cercare di perdere questa brutta abitudine.
Arrabbiarsi è una scelta. Non è qualcosa che semplicemente ti capita,
ma una maniera di reagire alla frustrazione. Una reazione che vivi ogni volta
che le tue attese non vengono corrisposte.
Quando le cose non vanno come
vorresti, ti dici che non dovrebbero affatto andare a quel modo e, tra tutte le
reazioni che potresti avere, scegli proprio quella di adirarti. Può trattarsi
di uno sfogo verbale, di un mutismo perverso o di azioni fisiche ben precise come
gestacci o lanci d’oggetti, fatto sta che decidi di manifestare la tua emozione
in modo distruttivo.
Certo, non possiamo impedire che
una persona o un contrattempo ci facciano arrabbiare: la prima reazione non è
in nostro potere. Passare tutta la giornata a tenere monologhi o a infuriarci
sempre più, però, è una nostra responsabilità.
Come gestire allora in
modo appropriato questa emozione intensa che talvolta ci fa sentire
sconfitti, indifesi e incapaci di agire?
Ti propongo CINQUE
SUGGERIMENTI PER VINCERE LA COLLERA. Non si tratta di reprimerla, ma di trasformare
la sua forza in energia per un cambiamento in positivo:
1.
Cerca di capire cosa vuole dirti.
La rabbia è un
segnale: può dirti che i tuoi bisogni non sono stati soddisfatti, che i tuoi
diritti sono stati violati, che i tuoi talenti sono stati ignorati o che è
stata fatta un’ingiustizia. Se capisci cosa si cela dietro la tua collera puoi
gestire la tua reazione in modo diverso. È anche un’occasione preziosa per
conoscerti meglio perché, mentre cerchi di comprendere la causa della tua rabbia,
tu determini che cosa possa essere o non essere accettabile per te e questo è
indispensabile per guidare le tue scelte e per dare forma alla tua vita.
2.
Chiediti come puoi cambiare la situazione
che genera la tua ira.
Ci sono delle
azioni che puoi prevedere, attivare o al contrario evitare? Puoi modificare il
tuo atteggiamento? Si può sempre fare qualcosa ed è il caso di focalizzarti
solo su ciò che “tu” puoi fare. Anche se ritieni che gli altri siano il tuo
problema, non puoi pensare di cambiare le persone (a meno che esse non lo
desiderino).
3.
Esprimi i tuoi sentimenti in modo saggio
Prima di tutto
devi rivolgerti alla persona giusta. Spesso si sbotta con una persona diversa
da quella che in realtà ci ha fatto arrabbiare. Succede perché non possiamo affrontare,
o non abbiamo il coraggio di affrontare, la causa reale del disagio. Quando c’è
qualcosa o qualcuno che c’infastidisce, sempre meglio trattare subito il
problema senza accantonarlo.
In secondo
luogo quando esprimi la tua collera devi cercare di farlo in modo chiaro: devi
dire precisamente che cosa e perché ti fa inquietare. Ascolta anche le ragioni
altrui però! Il più delle volte parlando e restando aperti anche ai punti di
vista degli altri si riesce a trovare una soluzione che soddisfa i bisogni di
tutte le parti in causa.
4.
Agisci
Una volta
compresa la causa della tua rabbia, stabilito cosa puoi fare ed espresso i tuoi
sentimenti in modo adeguato, occorre che tu agisca per eliminare le ragioni
della collera. Cambiare una situazione problematica richiede pazienza e
costanza e più di un confronto con gli altri. Soprattutto disponibilità, da
parte tua, ad adottare comportamenti diversi.
5.
Ridi
È impossibile
essere arrabbiati e contemporaneamente ridere. Sono due cose che si escludono a
vicenda. E tu puoi scegliere.
Impara ad
osservare con distacco certe incongruenze e imprevisti della vita. Anche i
comportamenti altrui che possono sembrarti fuori luogo. Se t’infuri ottieni
forse di cambiare questo mondo un po’ pazzo? Pensa invece che questo è l’unico
tempo di cui disponi: vuoi viverlo tormentandoti o cercando di riempire il più
possibile le tue giornate di buon umore? In questo modo non solo non ti
recherai danno ma aiuterai anche gli altri a stare meglio. Le risate e il senso
dell’umorismo annullano le ostilità, fanno bene all’anima e ti rendono più
forte.
Così, invece
di essere schiavo/a di ogni circostanza frustrante, puoi sfruttare la
situazione come sfida per cambiarla. E non ti resterà tempo per adirarti …
lunedì 6 febbraio 2017
Riequilibra l’ambiente con gli aromi
È un
vero piacere, dopo una giornata passata fuori a subire la frenesia del mondo
esterno, rientrare a casa e respirare un’aria lievemente profumata. La natura
ha messo a disposizione tutti gli aromi che ci servono a questo scopo ed è
senza dubbio più salutare ricorrere a oli essenziali estratti dalle piante
piuttosto che a essenze chimiche.
Attraverso
i sensori che abbiamo nel naso gli oli essenziali creano dei riflessi che
vanno ad attivare il nostro sistema limbico stimolando tutte le funzioni
neurovegetative:
v
memoria e ricordi
v
sensualità
v
apparato respiratorio e digestivo
v
emozioni
Puoi
utilizzare le essenze anche per sostenere il sistema immunitario
quando, nel periodo invernale, virus e batteri sono più attivi: il timo e il
limone, ad esempio, hanno un forte potere antisettico atmosferico mentre il
pino e l’eucalipto sono balsamici e dormire in una camera da
letto in cui sono stati diffusi favorisce la guarigione dal raffreddore.
Ma
ci sono anche degli oli essenziali afrodisiaci come ylang ylang e
muschio che attivano l’erotismo e la fantasia, rilassanti come
melissa e lavanda utili nel trattamento di disturbi quali ansia e tensione
nervosa, sedativi come camomilla e mandarino che favoriscono la
calma e il sonno ed essenze toniche come menta e limone che
aiutano la concentrazione e lo studio.
L’importante
è evitare aromi di provenienza sintetica e utilizzare solo oli essenziali
puri naturali al 100% provenienti da coltivazioni biologiche controllate e
spontanee. È necessario anche limitare la quantità aggiunta all’acqua delle
vaschette dei radiatori o negli appositi diffusori: il numero delle gocce (in
genere 2-3 per stanza) è in relazione alla grandezza dell’ambiente e
all’intensità del profumo desiderato ma il mio consiglio è di non superare il
numero di 10 gocce complessive se abiti in un piccolo appartamento.
Per
quanto estratti dalle piante, gli oli essenziali sono una miscela abbastanza
complessa di numerose sostanze chimiche molte delle quali già presenti all’interno
della pianta stessa e altre invece formatesi durante le varie fasi di
estrazione. Devi quindi essere consapevole che stai usando una sostanza molto
concentrata. Un utilizzo improprio può esporre anche a gravi effetti
collaterali.
Ecco
alcuni suggerimenti per armonizzare e rendere più piacevole l’atmosfera di casa:
- ENTRATA Arancio o limone dall’odore rassicurante sono perfetti per profumare l’ingresso dell’abitazione.
- SALOTTO Rosa o sandalo facilitano il relax.
- STUDIO Menta piperita o rosmarino favoriscono la concentrazione
- CUCINA Il bergamotto aiuta ad eliminare gli odori sgraditi.
- CAMERA DA LETTO È la stanza più importante visto che ci passiamo la maggior parte delle ore. Lavanda, melissa o camomilla romana conciliano il sonno, nel caso di influenza o convalescenza è possibile invece scegliere oli essenziali antisettici che inibiscano lo sviluppo di batteri e virus come tea tree o timo oppure essenze con proprietà anticatarrali e mucolitiche come pino o eucalipto che aiutano in caso di disturbi a carico dell’apparato respiratorio.
- STANZA DEI BAMBINI Adatto il mandarino che ha un profumo dolce e rilassante, limitarsi ad 1-2 gocce nell’acqua del termosifone o nel diffusore ed evitare prima dei tre anni.
Un’ultima
raccomandazione finale: gli oli essenziali non devono essere usati durante la
gravidanza o l’allattamento. Prudenza anche per gli epilettici e le persone
asmatiche o allergiche.
sabato 4 febbraio 2017
venerdì 3 febbraio 2017
Lubrifica il tuo corpo
Un’automobile
non può funzionare senza olio. Così il nostro corpo per godere di buona salute
ha necessità di essere lubrificato.
Tessuti,
apparato riproduttivo, ormoni, ghiandole, muscoli, occhi, pelle, capelli,
unghie, articolazioni e ossa possono svolgere bene le loro funzioni solo se
hanno il corretto apporto di acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6. I semi
di lino li contengono entrambi in perfetto equilibrio fra loro e in una
forma facilmente assimilabile.
Diversi
studi scientifici hanno messo in rilievo le proprietà ipocolesterolemizzanti
e ipotensive di questi piccoli e preziosi semi. Ma i benefici sono
anche altri: capacità di inibire le allergie, prevenire i tumori del seno
e del colon, aiutare a regolare il peso corporeo, tenere alto il morale,
rafforzare il sistema immunitario e contribuire a rendere la pelle più sana.
I
semi di lino hanno un involucro resistente che se ingeriti interi impedirebbe
al nostro organismo di assimilare gli acidi grassi omega-3 ed omega-6 in essi contenuti.
Per
poter far tesoro delle loro preziose proprietà nutrizionali occorre tritarli
al momento del loro utilizzo evitando di utilizzare macinini elettrici che
surriscalderebbero i semi distruggendo i loro nutrienti. Il mio consiglio è di
utilizzare un mortaio o un macinacaffè manuale.
Spolverizza
il trito sul piatto a crudo. Uno-due cucchiai al giorno, mescolati a
insalata, cereali, zuppe, pasta e stufati garantiscono il fabbisogno
giornaliero di acidi grassi omega-3 ed omega-6.
Trovi
i semi di lino in vendita nei negozi di alimentazione naturale, nelle
erboristerie e in alcuni supermercati.
In
commercio puoi reperire anche l’olio di semi di lino che però è molto delicato.
Per mantenere tutte le sue proprietà deve essere prodotto tramite spremitura a
freddo, in assenza di aria e a temperatura controllata, va inoltre conservato
in bottiglie di vetro scure per proteggerlo dalla luce solare e in frigorifero
per proteggerlo dalle alte temperature.
Personalmente
preferisco utilizzare i semi. Anche questi, una volta aperta la confezione, si
conservano in frigo per poter godere a lungo dei loro benefici.
mercoledì 1 febbraio 2017
Il miglior regalo
Indubbiamente
ogni genitore ama i propri figli tuttavia molte mamme e molti papà sono così
presi dalla routine quotidiana che delegano la cura delle loro creature ad altre persone
per la maggior parte del tempo. Eppure ciò che i bambini vogliono e apprezzano,
più di qualsiasi altra cosa, è stare in compagnia dei genitori e giocare con
loro.
I
piccoli, soprattutto nei primi sei-sette anni di vita, hanno un bisogno enorme
di amore. Tutti gli psicologi concordano sul fatto che questi sono anche gli anni
in cui avviene lo sviluppo della loro personalità e più questo bisogno sarà
soddisfatto tanto più impareranno ad apprezzarsi e cresceranno sicuri. E tanto
più saranno un giorno adulti capaci di amare.
È
una bella impresa riuscire a conciliare lavoro, casa, vita sociale e famiglia. Le
attenzioni che i figli richiedono a volte possono essere esasperanti forse
perché noi siamo un po’ a corto di energie e abbiamo la testa piena di tanti
pensieri così quel “giochi con me?” invece di essere accolto con gioia diventa
l’ennesima fatica da assolvere.
Sarebbe
meglio cercare di vivere appieno questi momenti invece di desiderare una
situazione diversa perché, per quanto oggi ci possa sembrare strano, queste
preziose opportunità ci mancheranno tra qualche anno. Ci mancheranno i pasticci
con i colori, le corse per casa, le storie di pirati e sirene, le lotte con i
cuscini, le costruzioni e le macchinine,
le canzoni di bassotti e coccodrilli. Ci mancheranno perfino le notti passate
tutti insieme nel lettone con poco sonno e tante pedate. Istanti di intimità
che non torneranno più.
Non
basta amare i nostri figli, dobbiamo anche dimostrarlo, dedicare loro del
tempo, divertirci insieme nelle loro attività preferite, parlare, giocare
insieme, ripetere loro quanto sono speciali per noi e quanto siamo fortunati
che siano entrati nella nostra vita.
Accarezziamoli
spesso, i bambini vivono di sensazioni e sentono (non solo il calore fisico ma
anche quello emozionale) attraverso la pelle. Ci sono studi che sottolineano
quanto la dimostrazione tattile sia necessaria durante lo sviluppo comportamentale perché, oltre a comunicare
sensazioni di piacere, affetto, protezione e sicurezza, lo stimolo tattile
fornisce materiale per la costruzione dell’identità del bambino.
Il
miglior regalo che possiamo fare ai nostri figli siamo noi stessi. Stiamo con
loro dandoci senza limiti con le parole
e con i fatti con atteggiamento ottimista
e giocoso. È questo ciò di cui hanno più bisogno.
Se
non vogliamo essere genitori, non abbiamo l’obbligo di mettere al mondo dei
figli. Ma se desideriamo esserlo – oltre a trasmettere loro un’educazione
equilibrata per il corpo, per la mente e
per lo spirito – dobbiamo fare in modo che si sentano amati offrendo la giusta
attenzione e i giusti stimoli affinché il loro mondo emozionale possa
svilupparsi in modo sano.
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